Chronique DSide – Italie

Schieramento triangolare parigino, discepolo di una forma di new wave/post punk innovativa ma contemporaneamente assoggettata a forti correnti 80’s che trovano nei Joy Division e Killing Joke i principali elementi di riferimento, unitamente ad ulteriori influenze provenienti dalle più disparate scuole.

Kristian D (vox/guitars/bass), Paul F (guitars/keys/drum-prog) e Rodolphe G (bass) dal 2003, indifferenti ai trend commerciali, sono parte di quel pulsante fermento alternativo francese riscontrabile nel genere indicato che trae vitalità da un datato stile musicale che ancor oggi pare non cedere minimamente alla spietatezza del tempo ma, al contrario, disegna parabole in costante ascesa.

Editi dalla label Str8line Records i NT propongono quindi questa rassegna sonora di nove tracce avviate inizialmente dalla selvaggia danza underground espressa in « Brutal Killing » attraverso il suo nevrastenico dialogo drum-bass-guitar accorpato allo psicotismo del canto di Kristian. « La Foule Sage » rivolge all’udito un registro malinconico, potenziato da grintose sequenze di chitarra e drumming mid-tempo mentre « Noomo De Xut » articola pazzesche soluzioni di fiati ad una secca mescolanza di voce, batteria e stridente tensione chitarristica.

Si prosegue con le autunnali cadenze di « Ireelle », entro cui si percepisce una vena di profonda amarezza esternata attraverso le lente procedure guitar-drum e, soprattutto, i mesti vocalizzi del singer oltrepassati in seguito dal serioso portamento strumentale di « Distance Du Silence » e dal suo lirismo afflitto, accentuato da venature post-punk cariche di alienazione. Il doveroso omaggio allo spettro di Ian Curtis rappresentato nell’ottima ricostruzione dell’immortale She’s Lost Control » conferisce alla tracklist un’indiscussa continuità con le predisposizioni stilistiche fin’ora dimostrate, dettaglio analogamente presente nella early-waver « Your White Face With Red Lips », buon esempio di armonia sotterranea animata da percussività « piena », vocals echeggiati, bass-line ben definito e regolari punte di chitarra. « Miroirs Underground » recupera le nevrotiche inflessioni di un post-punk dal retrousto very 80’s mediante uno scoppiettante terno bass-drum-guitar, così come la track di coda « The Last Day Of Joy » non cela gli ombrosi, introversi innesti vocali e strumentali di marcata discendenza Joy Division.

Album preparato ad arte per ripercorrere con la memoria, a passo lento, periferici e fatiscenti vicoli urbani spazzati dal vento notturno, avvolti da grigi vapori e fioche luci al neon. Se avevate archiviato da tempo l’impermeable nero, è ora arrivato il momento di rispolverarlo.
-|-|-» Buone chances di apprezzamento per questa release edificata con artigianale caparbietà e dai contenuti che convincono. Avanguardia e retroguardia post-punk allo stato puro: da sperimentare.

http://www.thedside.it/rece/rece043.asp#478

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